La Realtà Immaginata La Comunicazione dell'Uomo ed il concetto di Brand

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Centomila anni fa il pianeta era abitato da almeno sei specie diverse di umani. Erano animali, dal punto di vista dell’impatto sulla terra, al pari degli altri. Di tutte quelle diverse specie solo una sopravvive da settantamila anni fa ad oggi ed è la specie di cui facciamo parte: L’Homo Sapiens.

Il motivo per il quale questa sola specie, geneticamente identica alle altre è riuscita non solo a sopravvivere fino ai giorni nostri ma a “scalare” la piramide evolutiva fino a dominare il mondo intero è davvero particolare ed è anche il punto di incontro in cui storia, antropologia e scienza forniscono più elementi al marketing di tutti i libri di marketing prodotti per un corso universitario.

Secondo diverse teorie ormai ampiamente accreditate a fare la differenza fu lo sviluppo del modo di pensare e di comunicare nel corso di quella che viene chiamata “Rivoluzione Cognitiva”. Ma cosa c’è tanto di speciale nel pensiero e nel linguaggio dell’Homo Sapiens?

Quando la Realtà sposò la Finzione

Il linguaggio e la comunicazione non sono un’esclusiva del Genere Homo, né tantomeno della specie Sapiens. Ogni animale ha un suo linguaggio e lo utilizza per comunicare. Gli animali comunicano attraverso segnali olfattivi (es. Feromoni), visivi (es. movimenti, gesti) e uditivi (es. suoni) grazie ai quali possono ad esempio avvisare di un pericolo, richiedere attenzioni o collaborare. Gli animali possono quindi avvisare della presenza di un leone per fuggire o di una gazzella per braccare cooperando.

La capacità straordinaria e unica dell’Homo Sapiens non è però trasmettere informazioni sulla realtà ma bensì quella di pensare e comunicare cose che non esistono affatto.

Se una babbuino può facilmente avvisare gli altri membri del branco dell’arrivo di un’aquila un uomo può raccontare di averla vista volare al mattino. Di spiegare che il suo andamento in aria ha fatto tre cerchi sempre più piccoli e che questo significa che gli dei vogliono che si compia un rituale in loro favore altrimenti il raccolto sarà povero.

Gli storici e gli antropologi sono affascinati dal fatto che questa capacità di pensare e comunicare una realtà immaginata abbia permesso all’uomo di superare di gran lunga le dimensioni del gruppo collaborativo. Una gazzella può aiutare un branco di gazzelle a scappare o forse anche a reagire contro il predatore di turno. Ma la realtà immaginata, comunicata e tramandata permette ad individui che non si conoscono e vivono ad enormi distanze tra di loro di partire per le crociate, di costruire le Piramidi e di credere in cose che assolutamente non esistono come le leggi, le nazioni o il denaro.

La Realtà Immaginata è l’essenza della Narrazione e del Brand

Io sono invece affascinato da come questa caratteristica stia alla base di ciò che noi chiamiamo Narrazione e Brand. Non vedo differenza tra le persone che sono partite per le crociate, quelle che hanno permesso il Rinascimento Italiano e quelle che fanno la fila per la prima uscita del nuovo modello di iPhone. Alla base di questi comportamenti non ci sono il potere, l’ideale o il prodotto ma più semplicemente (ed al tempo stesso in modo decisamente più affascinante) un percepito di tipo emotivo che sta nella nostra capacità di immaginare. Il Brand, e la Narrazione a suo favore. Vediamolo con un esempio:

Come possiamo sostenere che la Apple esista?

Qualcuno potrebbe sostenere che la dimostrazione della sua esistenza sta nei milioni di prodotti Apple che stanno in tutto il mondo. Eppure se anche di colpo tutti questi prodotti fossero rottamati la Apple continuerebbe ad esistere. La stessa cosa accadrebbe nel caso in cui fossero “rottamati” o sostituiti i suoi manager, i suoi edifici, gli store e gli stabilimenti di produzione.

Diversamente qualora la Apple fosse sciolta o se fallisse tutte queste cose e persone rimarrebbero e la Apple non esisterebbe più come realtà giuridica. Rimarrebbe però nella nostra mente, nella nostra immaginazione e probabilmente nei libri di storia.

Possiamo quindi stabilire senza passare per pazzi che la Apple non è rappresentata da nulla che sia “materiale”. È il frutto della nostra immaginazione. È ciò che sta nella nostra mente che la rende il Brand più forte del pianeta. Non certo i brevetti protetti da Cupertino o i bellissimi device prodotti negli anni.

La rivoluzione cognitiva ha permesso all’uomo di pensare e di comunicare una realtà immaginata. È attraverso questa competenza che si sono sviluppate le società, i mercati e le culture. È questa dotazione che determina in primis ogni comportamento dell’essere umano.

Dalla nascita di Branditylab questo luogo è tornato ad essere quello che era: Il luogo dove custodisco i miei pensieri. Ringrazio fin d’ora chi ha avuto la pazienza di arrivare a leggere fino a qui. A condizionare (in realtà a rinforzare) questi miei pensieri è il libro che sto leggendo e di cui consiglio a tutti vivamente la lettura. È l’ennesima conferma che per comprendere davvero cosa sia la Comunicazione, e per certi versi anche il Marketing, si debba stare lontani dai libri che hanno quelle parole nel titolo o nell’oggetto del libro. Vi saluto e torno in Branditylab, dove ci occupiamo anche di questo. Attraverso la cura dell’esperienza digitale collegata ai Brand. A presto e

Buona Vita!

* L’immagine di copertina viene dalla grotta di Chauvet Pont d’Arc. Si tratta del più antico esempio di Arte e, di conseguenza, di rappresentazione, simbolismo… Narrazione.