Facebook Oganic Reach – Anno Zero

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Pochi giorni fa Facebook ha annunciato l’ennesima modifica a discapito dell’organic reach delle pagine creando il panico tra le tante persone che utilizzano questo media per promuovere i propri contenuti. Vediamo di che cosa si tratta e il perché questa notizia sta rimbalzando per la rete come l’annuncio meno gradito del 2014.

Per Organic Reach di una pagina si intende “il numero di persone che vedono i contenuti di un post nel loro News Feed (la home page di ogni singolo utente FB) inclusi quelli che lo vedono attraverso le interazioni di amici con quel post (like, commento, condivisione, partecipazione ad un evento)”.

In buona sostanza l’organic reach è “il marketing gratis” su Facebook.
In linea generale viene governato da un algoritmo chiamato EdgeRank che determina se un contenuto da voi pubblicato sulla vostra pagina sarà visualizzato dall’utente x o meno. L’algoritmo subisce costanti modifiche che ogni volta penalizzano la visibilità gratuita della pagina ed è oggetto di accese discussioni. Se l’azienda sostiene che il calo è dovuto principalmente al sovraffollamento della piattaforma unito all’eccesso di offerta sono in molti (leggi tutti) a pensare che queste politiche siano dettate dalla voglia di costringere gli utenti a rivolgersi a miracoli di Facebook Ads.

La cosa, di per sé, non dovrebbe stupire dal momento che il “social tra i social” punta a massimizzare i propri profitti come ogni azienda dovrebbe fare ogni azienda e ancor più un’azienda publicly traded come FB.

In realtà i gestori delle pagine, già malamente abituati a vedere imbarazzanti rapporti-percentuale tra i loro like e le visualizzazioni sono assolutamente preoccupati e lo sarebbero ancora di più se leggessero i dati della ricerca condotta da Ogilvy dal titolo “Facebook Zero – Considering Life after the Demise of Organic Reach” nella quale si evidenziano i drammatici cali storici della visibilità e si prevedono quelli a venire. Le previsioni parlano chiaro: L’organic reach di una pagina Facebook nel 2015 sarà pari al 2%.
Cosa fare di fronte a questo ennesimo cambio?
Personalmente ritengo che ogni problema rappresenti un’opportunità. In questo caso l’opportunità è quella di capire, finalmente, come funzionano le cose in un modello reticolare di comunicazione.

1. Differenziare

Facebook non è l’unica piattaforma social disponibile. Concentrare i propri sforzi solo su questo canale è un errore da evitare. Come spesso accade quando si tratta di investimenti differenziare è una buona scelta.

2. C’è un Social per tutti!

Facebook non è l’unica piattaforma social disponibile (l’ho già detto?). Non è nemmeno quello più adatto a tutti. Chi si occupa di strategie in ambito social media deve analizzare correttamente il brand sul quale sta lavorando. Spesso social media considerati erroneamente come “minori” sono  estremamente efficaci se utilizzati per il brand giusto.

3. Non sei sulla TV!

Gran parte dei macro errori commessi dai gestori di pagine sono riconducibili alla convinzione che un maggior numero di “follower” corrisponda ad una maggiore visibilità. Premesso che la visibilità è uno degli obiettivi e che quello che veramente conta sono i risultati, ricordate che in un modello reticolare non conta “quanti” follower avete ma “quali” follower avete. Senza contare che costruire il proprio pubblico basandosi sui volumi e non sull’affinità degli interessi è la principale causa “organica” di perdita di visibilità.

4. Welcome on earth!

Facebook non è un owned media ma è un paid media! Se anche avete trovato tra le schiere di “miocuggino” un ragazzo volenteroso disposto a seguire la vostra pagina “gratuitamente” state in qualche modo “pagando”. Sicuramente il suo tempo e altrettanto certamente i costi (invisibili) di un’errata programmazione.
Rivolgetevi a persone esperte e sì… investite in FB Ads. Non è reato. Riguardatevi il punto 3. Immaginate se poteste fare uno spot durate la finale del SuperBowl potendo pagare la sola visibilità delle persone che realmente sono interessate a voi. Non lo fareste?

5. Extra Tip

Ci sono pagine che non temono le modifiche di FB. Sono quelle con le quali gli utenti interagiscono, quelle che producono contenuti che gli utenti desiderano realmente vedere. Come si può ottenere questo obiettivo sarà oggetto di un prossimo articolo.
Per quanto discutibile possa essere la nuova modifica dell’edgerank è alle porte e possiamo solo coglierla come nuova sfida per fare ancora meglio.

 

Image credit: mkhmarketing via Flickr