Robinik – Once Upon a Time

0

Raccontare la storia di Robinik suona “strano”. Soprattutto se a raccontarla è Robinik stesso ed il rischio di autoreferenzialità è dietro l’angolo.  Credo però ne valga la pena perché questa è la storia di un’avventura, nella quale ho avuto la fortuna di essere protagonista, che parla di un passaggio che ha cambiato radicalmente il modello di comunicazione in essere ai tempi. Sarà anche l’occasione per raccontare come questo cambio (definito una rivoluzione) in realtà sia accettato, conosciuto, ma estremamente incompiuto e decisamente non metabolizzato. Sarà utile per capire appieno le vere potenzialità degli strumenti e dei modelli di cui oggi disponiamo per una comunicazione 3.0.

Robinik nasce il 7 Marzo del 2005 e deve la sua nascita ad una notizia apparsa sulla mia home page di allora che attirò la mia attenzione: “Primo Blogger ammesso alla sala stampa della Casa Bianca“.
L’articolo, che dovrebbe stare tra le pietre miliari della rivoluzione digitale, raccontava di un caso estremamente singolare:
Il 23enne Garret M. Graff, autore del blog FishBowlDC aveva ottenuto un pass di accreditamento come giornalista alla sala stampa della Casa Bianca ed era il primo blogger della storia ad aver ottenuto questo riconoscimento.

Sebbene ad oggi siano in pochi a non conoscere il significato della parola blogger e il 2005 non sembra poi così lontano, dobbiamo ricordarci che nell’era digitale 9 anni sono una sorta di era geologica. Pensate, tra le altre cose, che Apple ha presentato il primo iPhone solo 2 anni dopo. Nel mondo di allora l’unico modello conosciuto per veicolare contenuti era quello verticale. One to Many. Uno parla e gli altri (forse) ascoltano. Zitti.
A conferma di questa cosa si veda l’articolo del Corriere della sera che riporta la notizia . L’articolo è di 2 giorni dopo! Questo era il delay di allora sulle notizie. Il mondo dell’iperinformazione globalizzata era ancora lontano.
Sempre nello stesso articolo è singolare un estratto dell’introduzione:

“Mentre nelle aule giudiziarie e nei siti specializzati si discute se i blogger siano o meno giornalisti, la realtà procede più veloce delle parole.”

Negli States la rivoluzione digitale era iniziata da anni ed il dibattito intorno a questa realtà nascente era acceso (ne parleremo n.d.R.) ma nel vecchio continente la parola blogger non aveva alcun significato. Era sconosciuta.
Lo era anche a me tanto che decisi di “googlarla”. E mi si aprì un mondo.

Trivellare, Hackerare, Propotipare, Testare, Approfondire. Sono sempre state le mie direttrici e fu così anche allora. Decisi di aprire all’istante il mio “blog personale” su Splinder, la piattaforma in grado di offrire quel tipo di servizio che in quel momento occupava la prima posizione nella mia Serp.
Nella form di registrazione mi veniva chiesto di specificare il nickname desiderato. Non ci misi molto a decidere. La sintesi del mio nome e cognome e il ricordo dell’eroe che avevo da bambino mi fecero scrivere al volo Robinik.

robinik.splinder.com era online pochi istanti dopo e davanti a me compariva un’enorme spazio bianco per scrivere il primo post. Per quanto vi possa sembrare assurdo o poco modesto, sentivo esattamente cosa sarebbe successo poi.

[to be continued…]