SEO e SERP. La sfida infinita – Report 2014

Pubblicare contenuti online non è sufficiente per fare sì che questi stessi contenuti siano indicizzati, trovati, letti. Questo è un concetto tanto semplice quanto generalmente ignorato.
Nel mondo “reale“ fatto di luoghi, persone e flussi di movimento è possibile veicolare contenuti di comunicazione prevedendo, in modo più o meno esatto, quante e quali persone li riceveranno. In un modello reticolare fatto di bit questo non è possibile. Affinché i nostri contenuti possano raggiungere i destinatari desiderati dobbiamo quindi fare in modo che siano correttamente indicizzati. Questo lavoro viene definito SEO.

Per Search Engine Optimization si intendono infatti tutte quelle attività finalizzate ad ottenere la migliore rilevazione, analisi e lettura dei contenuti web da parte dei motori di ricerca attraverso i loro spider, grazie ad un migliore posizionamento.

Il lavoro di SEO ha quindi come scopo principale quello di migliorare la posizione dei nostri contenuti nei risultati di ricerca. Ovvero quello di modificare la SERP.

Search Engine Results Page  significa “pagina dei risultati del motore di ricerca”. Per SERP si intende quindi il risultato di elenco ordinato prodotto a seguito della ricerca.

Seo e SerpÈ facile intuire come questi due “mondi” abbiano interessi differenti.
Chi si occupa di ottimizzare il posizionamento (SEO) desidera che i contenuti sui quali sta lavorando siano tra i primi posti nei risultati di ricerca.
Chi si occupa di ottimizzare questi ultimi (SERP) desidera che essi producano davvero il miglior risultato desiderato dall’utente.

In base a questo “conflitto” degli interessi da sempre tecnici delle due rispettive specializzazioni si sfidano dalla nascita dei motori di ricerca.
Google, che ad oggi è sicuramente il motore tra i motori, deve il suo successo proprio alla sua capacità di produrre una SERP che soddisfa in modo eccellente la richiesta degli utenti. Dalla sua nascita continua a modificare l’algoritmo che produce questi risultati per ottimizzarlo e per superare i “trucchi” che gli esperti SEO di volta in volta riescono ad inventare per promuovere i propri contenuti.

Con i nuovi aggiornamenti dell’algoritmo di Google siamo (finalmente!) in un’era nella quale a fare la differenza saranno i contenuti.

Ce lo conferma la ricerca appena pubblicata da SearchMetrics sui fattori di posizionamento.
Delle 84 pagine riportiamo alcuni punti chiave:

1. “I contenuti Contano” 
Viene premiata di contenuti che contengano diversi elementi (video, immagini, parole chiave) riguardanti il tema trattato. I testi corposi e dettagliati hanno più probabilità di essere ben considerati dal googlebot (che è l’unico che legge tutto quello che scrivete ;))

2. “Tecnologia e Performance”
Tempi di caricamento ridotti, scrittura corretta (del codice!) tag, metatag e descrizioni in grado di aiutare Google a comprendere i contenuti sono un fattore chiave per il successo.

3. “Backlinks” number”
Non è una novità. Dai tempi del Page Rank, link che puntano ai nostri contenuti o al nostro sito web sono premianti.

4. “Social!”
È la novità più rilevante e stimolante. Già l’anno scorso è stato introdotto il peso di quelli che vengono chiamati “Social Signals“. Quest’anno il peso (a dispetto di chi vede nella “morte” della Google Authorship un cambio di direzione in questo senso) delle condivisioni ed interazioni social aumenta. Non è difficile immaginare che Google Plus farà la parte del leone ma sono diversi i canali social che contribuiscono ad un bon posizionamento. Ne parleremo presto.

Guarda l’infografica della ricerca

 

 

Data: 11 novembre 2014
Categoria: Digital / SEO / Social