MAD – Manuale d'amore domestico

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MAD è il mio primo romanzo.
O, meglio, il primo che ho deciso di non tenere solo per me.

Mi piace dire che è nato per caso. In realtà mi si stava scrivendo dentro da anni.

Era un periodo in cui mi accorgevo di quanto le relazioni si incrinassero con una regolarità difficile da ignorare. Sembravano non sapere più come funzionare.
Venivano archiviate con leggerezza, eppure continuavano a essere cercate.

Senza che me ne rendessi conto è nato un mondo tra i miei pensieri.
Un'università in cui l'amore si studia come una materia.
Un luogo immaginario, l'Università Internazionale di Bellinzona, dove un professore – Amedeo F. Manfrin – promette di mettere ordine nel caos delle relazioni con lezioni, modelli, teorie.

E mentre la teoria tenta di rendere l'amore governabile, la vita continua a contraddirla.

Così è nato MAD: un romanzo che prova a interrogare le relazioni di oggi senza offrire soluzioni facili. Un tentativo di avvicinarsi a quella zona fragile in cui l'amore si intreccia con aspettative, paure, incomprensioni.

A me è piaciuto molto scriverlo.
Spero che a voi piaccia leggerlo.

È uscito il 5 marzo 2026, e dal 6 ottobre vive una seconda edizione, con una copertina nuova, una grafica rinnovata, un capitolo che prima non c'era e, per chi ama i libri che si fanno sentire tra le mani, anche una versione con la copertina rigida. Lo trovi su Amazon, in cartaceo ed ebook.

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Di cosa parla

"Chi ama senza allenamento,
si infortuna
al primo abbraccio."

– Prof. Amedeo F. Manfrin

Ci avevano detto: "Basta amarsi".
Forse non avevano finito la frase.

A volte succede qualcosa di imprevedibile: un inciampo, un gioco, un QR code che conduce a un'università che non compare sulle mappe.
È così che Robi entra all'Università Internazionale di Bellinzona, un luogo dove si studia l'amore come se fosse una materia da comprendere, analizzare, correggere.

A dirigere i corsi c'è il professor Amedeo F. Manfrin, convinto che senza regole chiare l'amore sia solo un pretesto per perdersi. Le sue lezioni promettono di rendere le relazioni misurabili, prevedibili, governabili.

Ma mentre le teorie si accumulano, la vita prende appunti diversi.

Manuale d'Amore Domestico è un romanzo contemporaneo che intreccia ironia e inquietudine, entrando nel punto esatto in cui le relazioni di oggi si incrinano: quando ci si ama ma non ci si capisce, quando si promette ma si resta in bilico, quando tutto sembra sul punto di funzionare e poi si inceppa.

È quella zona in cui, prima o poi, ci siamo trovati tutti.
Quella in cui ti chiedi:

Perché è così complicato?
Perché amarsi non basta?

E senza mai dichiararlo, il libro insinua un'ipotesi scomoda:

Forse la materia non è l'amore.
Forse, dall'inizio alla fine, la materia d'esame sei tu.

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Oltre il libro

Certe storie, quando finiscono, fanno finta di niente e restano. MAD ha preferito non fingere: l'Università Internazionale di Bellinzona, che sulle mappe continua a non comparire, ha cominciato ad accettare iscrizioni vere. I lettori diventano matricole inquadrando il QR code che trovano nel libro, tutti gli altri possono presentare la propria candidatura da qui. Intanto, su Instagram, il professor Manfrin e Mira portano avanti un disaccordo che nessuno dei due ha intenzione di vincere.

Da ottobre, poi, MAD si può anche ascoltare. In MAD – Il podcast, su Spotify, leggo pagine del romanzo a Stefano "Brando" Brandoni, chitarrista, compositore e produttore che ha suonato con Francesco Renga, Malika Ayane, Dolcenera e Arisa e ha scritto musica per il cinema. Il libro non l'ha letto, e mi risponde con quello che sa, la musica e la vita. Il podcast, per la cronaca, non è riconosciuto dall'Università Internazionale di Bellinzona.

L'autore

Roberto Nicolai è direttore creativo e brand strategist.
Da oltre vent'anni lavora tra comunicazione, design e costruzione di identità narrative per aziende, agenzie e progetti culturali, occupandosi di visione, linguaggio e posizionamento.

È dislessico.
Alle elementari gli dissero che non sapeva scrivere e che forse non ci sarebbe mai riuscito.
Lui non era d'accordo, ma non aveva ancora le parole per spiegarlo.
Ha continuato a cercarle e da allora scrive.

Durante la stagione della blog revolution il suo blog Robinik.net è stato inserito dal Financial Times tra i dieci più influenti d'Italia, diventando uno spazio di osservazione, racconto e sperimentazione narrativa.

Parallelamente alla sua attività professionale, porta avanti una ricerca personale sui temi dell'identità, delle relazioni e dei sistemi affettivi contemporanei, intrecciando scrittura, osservazione sociale e costruzione di mondi narrativi.

Scrive con uno stile ironico, surreale e fortemente visivo, in cui convivono satira, profondità emotiva e attenzione al ritmo narrativo, per osservare cosa resta quando i manuali finiscono e comincia la vita vera.

Firma i suoi lavori con lo pseudonimo Robinik, per abitudine, nostalgia e una forma gentile di disobbedienza.

Vive e lavora in Italia.